C’è una cosa che la moda primavera estate 2026 ha deciso, senza consultarci:
non esiste più il “troppo”.
Troppo volume, troppo trasparente, troppo romantico, troppo tecnico.
Tutto insieme. Nello stesso outfit. Possibilmente alle 10 del mattino.
E la cosa sorprendente? Funziona. Più o meno.
Il ritorno del Drama ( ma con crisi esistenziale inclusa)
Partiamo da un punto chiave: il 2026 non vuole essere minimale.
Vuole essere emotivo.

Abiti drappeggiati, balze ovunque, frange che oscillano come se avessero una vita propria…è tutto molto sono una dea greca.
Poi però arriva il dark romance: nero, malinconico, un po’ gotico, un po’ poetessa che scrive lettere mai spedite. Ed ecco che ci catapultiamo in The Vampire Diares.

Tradotto: o sei una ninfa eterea oppure sei uscita da un romanzo russo.
Non ci sono vie di mezzo.
Un altro aspetto che la moda di quest’anno ha deciso è che la biancheria non è più un segreto.
Abiti lingerie, tessuti semi-trasparenti, second skin color nude che ti fanno sembrare…nuda, ma con budget.
E qui bisogna dirlo: non è una tendenza democratica (almeno non per me!)
E’ una di quei trend che guardi e pensi “bellissimo, ma io al massimo posso fare la versione maglietta lunga + dignità“.
Il grande ritorno del passato (perchè il futuro è decisamente troppo complicato)
Gli anni ’70 tornano con la delicatezza di un boomerang emotivo: crochet, frange, fluidità, libertà…

E poi c’è la versione “vacanza eterna sulla riviera”, tra foulard, capri pants e occhiali da diva anni ’60.

Il messaggio è chiaro:
non possiamo permetterci una casa a Capri, ma possiamo vestirci come se stessimo andando a prendere un aperitivo con un industriale italiano nel 1936!
Volume, layering e altre strategie per occupare spazio (anche emotivo)
Silhouette voluminose, stratificazioni, doppi strati e chi più ne ha più ne metta!
Il corpo? Un dettaglio secondario.
L’importante è creare una forma che dica “non so esattamente cosa sto facendo, ma lo sto facendo con intenzione“.

*quando osservo queste tipologie di layering la mia mente vola ed immagino come starei io con indosso una casacca a zip crochet ed il grembiule da cucina di mia nonna….poi mi sveglio 😂*
Layering su layering, come se ogni outfit fosse una metafora della tua vita: complessa, stratificata, leggermente caotica.
Utility chic: quando sembri pronta per un safari (ma vai in Brera)
Accanto al romanticismo, spunta il lato pragmatico:
– giacche tecniche
– cargo
– dettagli utility
E’ il trend perfetto per chi vuole sembrare funzionale senza aver realmente bisogno di esserlo. Ad esempio, hai 12 tasche ma dentro c’è solo il rossetto e un chewing gum.
Il colore? O tutto o niente
Diciamo pure che, queste nuove tendenze primavera estate 26, sono tutto ed il contrario di tutto (e – se posso permettermi – rispecchiano perfettamente la situazione del mondo attuale…un caos).
Da una parte abbiamo bianco puro, neutri, nude -> la calma apparente.
Dall’altra colori saturi, accostamenti improbabili, stampe esagerate -> il caos.
E’ come se la moda ti dicesse “gira la ruota e scegli la tua personalità odierna, grazie“.
Il punto vero (che nessuno dice)
La verità è che la primavera estate 2026 non ti sta dicendo cosa indossare.
Ti sta dicendo scegli un personaggio:
– la musa dark
– la turista di lusso anni ’60
– la ninfa boho anni ’70
-la minimalista che però ha ceduto alle trasparenze
– la donna pratica (ma solo esteticamente)
E poi esagera, sempre.
Tutti questi trend funzionano.
Ma non perchè siano pratici o sensati.
Funzionano perchè sono desiderabili.
E alla fine il punto è vestirsi in modo che anche solo per mezzo secondo qualcuno pensi:
“non lo metterei mai io…però è bellissimo!”





